Una storia…
Una storia da raccontare, quella degli Asiago Vipers.
Una storia iniziata nel novembre del 1998, un po’ per passione, un po’ per gioco, un po’ per sfida.
Una storia “da film”, con un gruppo di amici che si ritrovano in un “campetto” all’aperto ad inseguire un disco, inconsapevoli di pattinare, invece, verso qualcosa di più, verso un sogno, che di lì a poco si sarebbe realizzato: diventare la squadra e la società di riferimento per l’hockey inline italiano, un esempio da imitare, da apprezzare e, perché no, da invidiare, anche oltre i confini nazionali.
Una storia fatta di persone, in pista.
Una storia scritta, anno dopo anno, goal dopo goal, emozione dopo emozione, da un gruppo di giocatori che, pur mutando fisionomia nel tempo, ha mantenuto intatti lo spirito, il valore, la passione e l’orgoglio di indossare la maglia dei Vipers, quasi una seconda “pelle”.
Una storia fatta di persone, oltre la balaustra.
Una storia costruita intorno alla squadra, grazie ad una “macchina” organizzativa ben collaudata, affidabile e che in pochi possono avere a disposizione, pronta a mettersi al servizio dei Vipers, con passione, professionalità e competenza.
Un meccanismo attivato, affinato e consolidato anche attraverso l’amicizia che lega queste persone e che rappresenta il valore aggiunto dell’intera struttura.
Una storia fatta di emozioni, vere, intense e per cui vale la pena vivere.

Una storia fatta di passione, pura, senza la quale non avrebbe senso tutto questo.
Una storia unica, che si legge anche attraverso i numeri, importanti, eclatanti, in aumento.
Sette scudetti (consecutivi), sei successi nella Supercoppa Italiana, cinque in Coppa Italia e per ben tre volte sul trono d’Europa.
Quasi duecento tesserati, suddivisi in sei formazioni, dalla Serie A1 alla Serie B, passando per un settore giovanile che ha già all'attivo tre titoli nazionali, l'ultimo nel maggio 2010.
Una storia che non finisce qui, una storia che gli Asiago Vipers riscrivono giorno dopo giorno, sfida dopo sfida, vittoria dopo vittoria…e in qualche rara occasione anche dopo una sconfitta.
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